giovedì, 05 novembre 2009

non so voi, ma a me vedere immagini sacre di altre religioni non offende. Anzi, mi interessano, a dire il vero me ne tengo in casa, le altre culture mi piacciono; io come tanti altri non avrei mai abbattuto quei Buddha giganti scolpiti nelle montagne, che tanto infastidivano i talebani. A quanto pare il crocifisso offende qualcuno. Eppure la Ginzburg, di origini ebraiche e col cuore a sinistra, disse Non togliete quel crocifisso, quell'uomo massacrato ci rappresenta tutti. Ma forse la cultura ufficiale vede quella piccola croce assai più enorme dei Buddha di roccia, forse perché si è conficcata dentro il vivere civile e si è sparsa nell'animo di molti. Meno appariscente di un burka, meno fastidiosa di un turbante al cinema, eppure genera quel fastidioso prurito, eh, tutti quei fastidiosi ideali, l'amore, la pace, la speranza, il porgi-l'altra-guancia poco degni di un paese democratico che deve accogliere tutti.   Tutti gli altri, intendo.     

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categoria:politica, religione, antropologia, puttane, speranze, ignoranza
venerdì, 30 ottobre 2009
Mancano di specificare che se ti lavi le mani ciò non serve per evitare che tu ti becchi l'influenza (figùrati, mica respiri con le mani): già ce l'hai; ma almeno non la passi. E se ce l'hai, si capisce dallo spot, verrai isolato in camera tua, ove morrài non pel virus bensì per fame.
postato da: michelesilenzio alle ore 13:18 | Permalink | commenti
categoria:antropologia, effetti collaterali, assassina
sabato, 24 ottobre 2009
...

sono di natura appeso al cielo


mal sopporto le gabbie aperte chiamate palazzi


ma pure il corpo mi è gabbia


una gabbia fragile


che teme il freddo

postato da: michelesilenzio alle ore 13:23 | Permalink | commenti
categoria:diario, antropologia, fato, howdoyoufeel
venerdì, 23 ottobre 2009

Così va il mondo, così va la vita. Per la maggior parte del tempo, nel mio lavoro ogni istante può essere fatidico: quello in cui ti si spezza la schiena un po' troppo, alzando un vecchio o malmenato da un disabile pazzo di 117 kg (da cui per legge non ci si può difendere).


Jeri mi è capitato di prestare servizio all'ExFederale: son stato pagato per subìre una noja mortale, quindi non mi posso poi lamentare. Però, mentre io mi fo il culo per la cooperativa Dormus da una decina d'anni e stento a racimolare abbastanza ore per giungere alla fine del mese, osservo i miei giovani colleghi: neoassunti, contratto da 38 ore fisse. Sicuramente organizzano molte cose interessanti, per i pischelli, ma nel pomeriggio in cui ho collaborato con loro, erano in 4: due a giocare a calciobalilla, uno a guardare, l'ultimo ad aggiornare Facebook; altro che spezzarsi le reni facendo l'operatore socio-sanitario!


Attività organizzate? Perlopiù maschili, le femmine se vogliono partecipare si adeguino. Talvolta lezioni di musica: insegnante remunerata una cifra, poiché esterna a Dormus, mentre il mio collega Beppe, maestro di musica, si è dovuto licenziare dopo mesi in cui veniva utilizzato per lavare culi  -però poco, quindi con paga miserrima.  All'ExFederale c'è un televisore fantastico, dodicimilapollici, pagato (da noi) un'euro a pollice... però non c'è l'antenna, hahaha!!   Chi ha notato le incongruenze, poco degne dello spirito cooperativo, si è visto ridurre le ore.


Se qualche mecenate dovesse leggere queste parole: Vi prego, messere, ajutatemi a trovare un lavoro in cui io non debba più avere contatti con le persone, in cui io NON DEBBA FAR NULLA se non esistere e resistere al mio esistere, cullandomi in un oblio di seghe mentali e meritato riposo, tiepido d'inverno e fresco d'estate___      (grazie).

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categoria:diario, antropologia, effetti collaterali
mercoledì, 14 ottobre 2009

Finora non ho avuto problemi a lavorare, poiché per me era indifferente trascorrere il mio tempo in un luogo piuttosto che in un altro: tanto l'uniche cose interessanti davvero, cioè le belle ragazze, mi vedevano come una macchia sul vestito migliore, mentre i miei passatempi -leggere e collezionare monete- richiedevano una porzione marginale del mio tempo. Tutto il resto mi era indifferente, ecco perché lavoravo spesso e in cambio di una miseria ( se lavori invece di "divertirti", non spendi; se dormi non spendi, e se vuoi spendere abbastanza da condurre la tua vita ideale -cioè bighellonare tutto il giorno- non basta nemmeno IL QUINTUPLO della tua paga, e in ogni caso pure questo QUINTUPLO lo otterresti LAVORANDO e ciò interferirebbe seriamente col bighellonare tutto il giorno).


Ora scopro invece quanto mi si spezzi il cuore lasciando la piccola dalla nonna o all'asilo: io vorrei stare con lei, mica lavorare; e quando arrivo a casa e lei piange e io mi arrabbio, non mi arrabbio davvero con lei, perché in realtà la soluzione l'avrei: la farei dormire o divertire, andremmo in giro, invece mi arrabbio perché devo subito andare via, la vedo infelice e non posso porre rimedio, per cui sbuffo e sbotto "cheRottura!".    In realtà vorrei stare con lei, ma se voglio assicurarle un minimo di futuro devo proprio fare il contrario, cioè lavorare.


Voi non sapete che significa doversi alzare in piena notte con la vescica al limite avendo la precisa consapevolezza che, mutata la posizione, ricomincerà quel singhiozzo debellato poc'anzi dopo 3 giorni di agonia. Provare a riaddormentarsi nonostante il diaframma scimunito. Alzarsi nuovamente dopo mezz'ora e gioìre perché, bevendo a testa in giù, l'hai fatto svanire ancora; rimanere sottosopra per svariati minuti (è tardi, hai sonno, sei nudo, hai freddo, ti gira la testa e sei ridicolo) nel terrore: tornato diritto, il sempiterno singulto potrebbe riapparire.


Jeri mi sono addormentato alle 21:40. Ho vissuto immagini vivide e vive, piene di luce, gioja, calore. Mi sentivo quasi "abbracciato" da esse, è stato qualcosa di divino. Senza uso di droghe, puntualizzo. L'altrojeri ho sognato di far parte di un gruppo di persone (tra cui v'era Spike il vampiro) con il compito di trovare degli stratagemmi per aprire le 3 porte dell'Aldilà. Risolta -nonricordocome- quella dell'Inferno, a quella del Purgatorio penso io: tra lo stupore dei miei compagni ho suonato il campanello (il ragionamento: esso funziona come "hall" di un albergo, tutti vi possono entrare, e da lì decidono se devi rimanervi e per quanto prima di andare su, oppure ti sbattono giù). Entrati pure in Paradiso e col diritto di rimanervi, Spike se n'è andato via, disgustato da quel Dio accogliente verso i più abili, in realtà, e non verso i più buoni. Spike aveva visto un tizio truffare un bravuomo riuscendo a entrare in Paradiso al posto suo.


Guardo mia nonna che lentamente se ne va. E cos'altro potrebbe fare, se non andarsene?   In condizioni fisiche e mentali critiche mia nonna è, involontariamente, punizione per se stessa e per la propria badante. Perlomeno non soffre, e questo un po' mi consola.

postato da: michelesilenzio alle ore 00:50 | Permalink | commenti
categoria:diario, sogni, antropologia, dolore, esperimenti, effetti collaterali
martedì, 06 ottobre 2009

E' davvero incredibile quanti figli possa avere un uomo, se ci pensate. Può fecondare anche più donne contemporaneamente, teoricamente anche una ogni ora a partire dai 13 anni, e può continuare (certo, scemandone l'intensità) fino a settanta... diciamo, ecco, che a settant'anni magari se ne fa una alla settimana. I calcoli li lascio fare a voi, comunque direi che sono diverse centinaja di figli, oltre ventimila fecondando una sola volta al giorno (ipotizziamo sia un tipo tranquillo. uhm).


Questo, un uomo solo, mentre una donna si deve "accontentare" di un figlio ogni 9mesi, per un periodo limitato di tempo. Circa 62 figli.


 Il che è paradossale, se si tiene conto del fatto che in realtà i figli li fanno le donne. 

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categoria:antropologia, esperimenti, effetti collaterali
giovedì, 01 ottobre 2009

Riassumendo: il vecchietto vicino di pic-nic richiama la nostra attenzione, poiché ha il sospetto che i suoi serpentelli -in realtà già morti, oppure finti- talvolta si siano mossi.  Il sogno si chiuderà con musica brasiliana e tutti quanti che ballano felici, più una vecchia pazza che getta le cose per aria urlando divertita. Poi, una sorta di post scriptum: la "telecamera" si sposta all'interno del fumoso vortice della Materia, rendendoci noto come all'interno di essa risiedano piccole entità, gran lavoratrici, atte a "incastrare" piccole porzioni (epperò molteplici) di fantasioso nel tessuto dell'esistere, senza le quali nulla funzionerebbe più a dovere. Le piccole gocce di sovrannaturale fungono quasi da lubrificante e son ciò che permette talvolta ai serpenti di gomma di muoversi davvero, come serpenti veri. E consente al nostro cervello di vederli come serpenti oltrechè gomma colorata.     il trascendente, quindi, non sarebbe un "di più" di cui si possa anche fare a meno; lo spirito non un optional sfizioso da adagiare volendo sul Mondo Reale, bensì qualcosa di intrinseco e funzionale alla fredda materia, che magari da sola brucerebbe.

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categoria:sogni, fantasia
mercoledì, 30 settembre 2009

Sùbito dopo ho passeggiato attraversando il mercatino, e sotto sotto mi aspettavo di incontrarla nuovamente. Franses poi l'ho rincontrato, allora lei perché no?




Bella, e ancora più bella, se mi è permesso dire, perché un po' rovinata. Non so se mi riuscite a capire... io mi immagino questa specie di angelo del Signore guizzante di luce potente... a un certo punto si trova a combattere contro un demone: ecco un fulmine di puro male diretto verso ciò che vi è di più sacro al mondo, l'angelo ci si para davanti, sacrificandosi. L'angelo precipita, perdendo le ali e il senno, e vaga sulla terra, con le unghie sporche. convinta di essere una madre alla quale hanno ucciso il bambino. Canta nenie sottovoce, tocca le ditina una ad una recitando qualcosa in russo: è entrata dal pediatra di comunità, fasciata di viola e di blu, lo sguardo perso, doloroso, salutando e baciando tutti i bambini presenti. A mia figlia ha riservato un trattamento più lungo che ad altri, le ha fatto un sacco di complimenti nella sua lingua, e in italiano deforme. Si è quasi inginocchiata dinanzi a noi, lunghi capelli pettinati, castani chiari, occhi verdi chiari, lineamenti perfetti, unghie sporche. Tutte le donne presenti esprimevano lo stesso giudizio, nello sguardo rivolto a lei: "è bella. quella bella donna è pazza, ha subìto un trauma".

postato da: michelesilenzio alle ore 18:01 | Permalink | commenti
categoria:diario, antropologia
mercoledì, 23 settembre 2009

Qualche giorno fa ho salvato per un soffio un bel libro di racconti, già finito (solo poiché cartaceo) nel contenitore per il riciclo della carta. Ve l'ha gettato un uomo di mezza età, senza averlo mai aperto, massima espressione dell'odierna diffusa indifferenza verso il pensiero altrui. E' solo un sintomo della mancanza di rispetto di chi è egocentrico, egoriferito, egoista, di chi si ritiene troppo superiore per poter ricevere un reale insegnamento (ovvero riguardo la propria concezione di sè, la capacità di mettersi in discussione, non il mero apprendimento tecnico).


Queste persone sono molte, sono casi disperati, non accettano suggerimenti, chiuse in loro stesse. All'esterno emettono poco. Quando si fa notar loro la vacuità dei loro messaggi, si risentono stupite di come le si possa giudicare da tanto poco: "Ma tu cosa ne vuoi sapere?"  Allora per un attimo ti viene il dubbio di essere stato avventato e superficiale nel giudizio: non preoccuparti: giudicare dai segnali emessi è lecito e consono e queste persone dentro hanno davvero un vuoto cosmico.


Queste persone, chiaro, hanno molti problemi. Rigettano tutto ciò che viene dall'esterno, ma l'uomo è un animale sociale e senza "esterno" poco rimane. Pensando in continuazione ai propri problemi, non li osservano dalla giusta distanza: il loro problema è più importante di tutti quelli altrui, anche se gli altri magari muojono. Arrivano a identificarsi coi propri problemi, poiché l'io giace sempre lì, quindi le importanze dell'io e dei problemi si rafforzano a vicenda.  Contemporaneamente diminuisce -ovvio- l'autostima, per un pensiero del tipo "io sono il mio problema, il mio problema fa schifo, il mio problema sono io, io faccio schifo" ,e poi "io sono l'unica cosa importante nel mondo e null'altro di bello esiste quindi non c'è luce e non c'è speranza".


Su web e nel mondo c'è pieno di creature simili. Per le quali proporrei l'eutanasia.


postato da: michelesilenzio alle ore 23:27 | Permalink | commenti
categoria:diario, antropologia, perdere tempo, effetti collaterali
martedì, 15 settembre 2009


 


Quando non si ha molto da dire, come nel mio caso attualmente, sempre meglio far parlare qualcun altro.

postato da: michelesilenzio alle ore 21:49 | Permalink | commenti
categoria:musica, arte, antropologia